I did it!

La “piovosa” medaglia!

tempi: 57’04.47″ sui 9.98k e 58’33.73″ sul reale 10.25k

E ora si sgambetta!

Domani, domenica 15, correrò la seconda parte della Milano City Marathon a staffetta da viale Caprilli ai Bastioni di Porta Venezia passando per via Diomede, via sant’Elia, viale del ghilasso, via Gallarate, via Traiano, viale Teodorico, via Colonna, piazzale Chiesa, via Emanuele Filiberto, corso Sempione, via Melzi d’Eril, viale Elvetia, Porta Volta, Via Crispi, Porta Nuova e via Monte Santo.
Dovrei partire intorno alle 11.30/11.40 e arrivare verso le 12.30/12.40!
L’obiettivo è finire sotto i 59’59″ ma, dato il clima londinese potrei farlcela in un tempo compreso tra 55′ e x tendente a infinito :D
Se amate, come me, la leggera pioggerellina d’Aprile unita ad una temperatura autunnale venite a insult… ehm fare il tifo!

Squadra 468 “Piovono Runners 3″ in corsa per la Fondazione G. e D. De Marchi!

 

 

Art.18: la mancanza di visione a lungo termine. Di tutti.

In tutto questo (s)parlare di “Art.18″ denoto innanzitutto una mancanza di “fiducia” nella controparte, sia del sindacato sia della confindustria. Semplificando brutalmente il “sindacato” sostiene che gli “imprenditori” vogliono solo poter licenziare “all’ameregana” e gli “industriali” che il “sindacato” voglia proteggere i “fannulloni”. C’è da ribadire che, stando a statistiche attuali, i casi di ricorso all’Art18 sono poco più di 300 l’anno con soli 20 reintegri (smentitemi pure se erro sui questi dati) e che solo il 20% della forza lavoro ne è protetta mentre ben l’80% non lo è. Ergo l’”industria italiana” opera già in ambito di non copertura dell’art18; ovvero vi son in maggioranza aziende sotto i 15 e/o contratti cosiddetti “precari”. La questione reale è quindi la mancanza di tutela di quell’80% e qua arriviamo a quello che ritengo il vero errore da parte del Governo e la vera sconfitta della “Politica” e dei partiti perché – a parte il rimando opinabile al giudice della questione su cosa è un “motivo economico” e il rientro obbligatorio-, le modifiche non sono affatto così scandalose: sono solo vecchie.
Le parti sociali, il Governo e i partiti hanno fallito nel trovare -e sfruttare questa occasione- per andare “oltre” l’attuale “statuto dei lavoratori”, il sistema del lavoro, i contratti e politiche di assistenza proponendo un sistema completamente nuovo di tutela del lavoratore in quanto tale e non più del mero posto di lavoro. Mettendo in conto poi il continuo e perenne muro contro muro di sindacato e Confindustria, mancando di lungimiranza e visione del futuro in un quadro completo, ha portato a questa modifica dell’Art.18 che, detto fuori dai denti, È INUTILE! Non servirà né a rilanciare l’occupazione né a dare adeguata protezione al lavoratore in un mercato che cambia.
Produrrà incede un danno dentro tutto il centrosinistra e in particolar modo nel PD che, nella sua incapacità di produrre nuove soluzioni, fa risaltare i suoi contrasti interni tra “sindacalisti”, “riformisti” e filoindustriali”.
Ancora una volta la “Politica” ha mancato al suo compito di innovatrice; i “professori della Bocconi” non sono stati all’altezza della loro reputazione, anche accademica viste le proposte stantie da manuale; i sindacati si son rivelati per quello che sono ovvero meri conservatori dello status quo; Confindustria sembra quasi di voler tornare al 1928 e al “capitalismo trionfante” che è nei fatti datato e incrinato nel profondo.
Un bel quadro di questa Italia dove, ancora una volta, “tutto cambia per non cambiare nulla”.
Bell’incoraggiamento per i “gggiovani” a non prendere il primo aereo/volo verso l’estero!

Le dimissioni in Consiglio degli Studenti

Dopo le mie dimissioni di martedì, quelle del Presidente dell’Associazioni Dottorandi di Trento, Alexander Schuster,  e del Professor Zambelli, Direttore dipartimento di Economia, oggi si son dimessi i membri del Consiglio degli Studenti eletti nella lista Unileft.
Di seguito la lettera con le motivazioni.

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Dimissioni dal Consiglio di Amministrazione UniTN

Di seguito la lettera di dimissioni dal Consiglio di Amministrazione UNITN.

Trento, 5 marzo 2012

Con la presente comunico la decisione di dare le dimissioni dal mio ruolo di Rappresentante degli Studenti in Consiglio di Amministrazione.
Tale decisione è maturata dopo l’approvazione in Senato Accademico del nuovo Statuto della nostra Università.
Nei mesi passati ho sempre cercato, in qualità di rappresentante, di essere propositivo e di esprimere preoccupazioni e timori sull’impatto che un cambio di statuto di questa portata avrebbe avuto sulla vita quotidiana dei miei colleghi di studi. Ho preso parte ai lavori della Commissione Consultiva del Consiglio di Amministrazione auspicando un confronto alla pari che potesse risolvere i nodi più spinosi e controversi che generavano dubbi e timori in tutte le componenti accademiche. Purtroppo molte delle osservazioni e proposte sorte nel civile dibattito che ha interessato tutto l’Ateneo son state, a mio parere, non dico ignorate – farei un torto al lavoro della Commissione Statuto – ma non prese nella dovuta considerazione cercando una reale integrazione con quello che era l’impianto proposto di volta in volta.
L’ultima bozza, la “bozza 2”, è stata resa pubblica venerdì 2 Marzo e si è proceduto all’approvazione oggi, lunedì 5 marzo, senza lasciare il tempo di una minima presa d’atto e permettere una discussione sul documento.
La seduta del Senato Accademico odierna è avvenuta in forma ristretta, senza la convocazione della componente studentesca. Ricordo che, a differenza di quanto avvenuto nel panorama nazionale, la rappresentanza studentesca in Commissione Statuto è stata ridotta ad una sola presenza, e senza diritto di voto formale sul documento. Ritengo che, in un passaggio così fondamentale per il futuro del nostro Ateneo, tale esclusione dalla seduta odierna sia stata un’offesa nei confronti del lavoro svolto dai noi tutti rappresentanti e nei confronti di tutti gli studenti.
Ribadisco, pertanto, le dimissioni.

Cordiali Saluti

Alessandro D’Amico